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La regina del corno delle Alpi, tra pop e funk

Cultura
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Eliana Burki rappresenta musicalmente la Svizzera su un piano tradizionale e al contempo insolito: il suo corno delle Alpi è in carbonio, la musica che esegue è pop e di costumi folcloristici non ne vuol proprio sentir parlare. Eppure l’alphorn, il corno delle Alpi, è considerato un antico e primigenio strumento della Svizzera.
Il suo carattere precocemente caparbio la conduce direttamente allo strumento nazionale svizzero: «Quando avevo 6 anni, mia madre, insegnante di pianoforte, voleva che iniziassi a prendere lezioni di piano», racconta la giovane Eliana Burki. «Ma io mi ribellai. Perché era il corno delle Alpi che volevo suonare, non il pianoforte. Con lo sconcerto dei miei genitori che, che avevano cresciuto noi bambini con la musica classica!»

Dopo l’Alpsegen inizia la svolta

La seconda decisione importante nella sua giovane vita di musicista Eliana la prese all’età di 9 anni: «Durante un festival di jodel in Svizzera dovetti suonare l’Alpensegen (motivo popolare alpino)davanti ad una parata di uomini anziani e indossando i costumi tradizionali. Per me era davvero troppo!»

Il jazz e il blues riaccendono la motivazione

L’insegnante di corno di Eliana, Jürg Sommer, cambiò allora rotta. Sentiva che continuando sul percorso convenzionale della musica popolare svizzera la motivazione della sua unica allieva di corno delle Alpi si sarebbe presto esaurita.
Così Eliana cominciò a orientarsi verso sonorità blues e jazz, suscitando la reazione stizzita di alcuni integralisti della musica, che scrissero lettere sdegnate ai genitori della ragazza, accusandola di «infangare» lo strumento nazionale svizzero.
«Però molti altri furono entustiasti, persino amanti del folclore», dice ripensando a quel periodo.

In tournée per l’Europa, in compagnia di mamma e corno Seguirono presto numerosi viaggi in Europa, sempre accompagnata al pianoforte dalla madre. «Allora il nostro duo corno-pianoforte era vissuto come un qualcosa di estremamente moderno», ricorda Eliana. Dopo un’esibizione al festival blues e jazz di Basilea, la 18enne capì quale era la sua strada e decise di entrare professionalmente nel mondo della musica.

Per entrare in contatto con il pubblico era però necessario inserire intermezzi cantati. E cantare è impresa non facile per chi suona il corno delle Alpi, poiché intervengono muscoli diversi da quelli che agiscono nel suonare lo strumento.

«Folding Alphorn light»

Il moderno corno delle Alpi anziché di legno è fatto da tanti segmenti in carbonio (materiale sintetico)leggerissimi, scomponibili e scorrevoli l’uno sull’altro, così che può essere richiuso a mo’ di telescopio e riposto in una sacca sportiva. Prima di ogni esibizione deve essere intonato.

Il corno delle Alpi ha cinque ottave. Più alta è l’ottava e più suoni si ottengono. Per questo motivo, e per la complessità della scala naturale, gli arrangiamenti jazz, blues e funk devono essere trascritti appositamente per il corno delle Alpi.

Cinesi e americani

«Quello cinese, insieme a quello americano, è il pubblico più entusiasta», racconta con emozione Eliana. Per questo suona volentieri davanti al pubblico cinese. Nel 1999, all’età di 16 anni, Eliana ha rappresentato per la prima volta la Svizzera in un congresso mondiale a Parigi. Da allora si è esibita spesso nelle vesti di ambasciatrice musicale del suo Paese. Nel 2008 le sue tournée l’hanno portata da Amsterdam a Hong Kong.

swissinfo, Alexander Künzle, 30 maggio 2005

Legenda: Eliana Burki nel 2005 con il suo corno delle Alpi in carbonio ultraleggero a segmenti scomponibili. Sullo sfondo, le Alpi bernesi. (swissinfo)

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