Partiti da Zurigo, arriviamo a Sciaffusa (Canton Sciaffusa, n.1) alle ore 01:07 della notte del 28 aprile 2007. Carlo, la festeggiata Marie-Françoise („questo viaggio è il più bel regalo per il mio compleanno“), Davide e io; è la prima volta che i tre romandi si trovano a Sciaffusa, la città che è anche punto di partenza per il nostro viaggio di 24 ore attraverso tutta la Svizzera.
Sciaffusa. Qui il mondo notturno è ancora ammantato di tranquillità e ordine: davanti ai ristoranti chiusi le sedie sono in bella mostra senza alcuna fune metallica che debba proteggerle dai ladri. E di notte la polizia sciaffusana non si occupa di delitti e omicidi, ma di ricercare nella spazzatura un portafoglio scomparso. Riusciamo perfino a trovare un bar ancora aperto: il Cuba Club. Due ore scarse trascorrono in un lampo, dopodiché ecco iniziare il nostro viaggio di 24 ore.
La nostra missione: attraversare i 26 Cantoni della Svizzera con i mezzi pubblici in meno di 24 ore.
Ore 2:55: con il treno ci spostiamo dal Canton Sciaffusa a Winterthur (Canton Zurigo, n.2) e qui prendiamo il treno per San Gallo (Canton San Gallo). Vi sono dei giovani, alcuni con dei piercing, che stanno tornando a casa. Veniamo presi da un pizzico d’invidia: ben presto potranno stendersi nei loro letti, mentre per noi la notte non è mai cominciata ed è subito diventata giorno. Un giorno di viaggio.
Perché stiamo compiendo un viaggio non stop di quasi 24 ore? Per me la cosa è chiara: „Per collaudare il trasporto pubblico e poter così scrivere qualcosa di originale.“ Marie-Françoise: „Per festeggiare il mio compleanno in un modo alquanto insolito.“ Davide e Carlo: „È una sfida a fare qualcosa di bizzarro che magari nessun altro prima di noi ha mai fatto.“
Mi sono perso il Canton Turgovia (n.3) dormendo (il compito è quello di scattare una foto probatoria in ogni Cantone), poiché ben presto ci troviamo a San Gallo (Canton San Gallo, n. 4). L’orologio segna le 04:24. Qui attendiamo la coincidenza per più di un’ora. Nella stazione incontriamo delle persone che stanno recandosi al lavoro e altre che solo adesso stanno tornando a casa. E in qualche punto in mezzo a loro ci siamo noi.
È una giornata di aprile con temperature di inizio estate. Per ammazzare il tempo facciamo una passeggiata fino alla Cattedrale del complesso abbaziale di San Gallo. L’abbazia è l’emblema di San Gallo e la sua ricca biblioteca è stata inserita dall’UNESCO nella lista dei patrimoni culturali dell’umanità. Ovviamente a quest’ora è ancora chiusa.
Neanche 500 metri più in là emergiamo dal silenzio ed entriamo in uno dei rari ristoranti ancora aperti. È una tavola calda, con gente che sta mangiando pizza, kebap, hamburger e bevendo birra, cola, caffè. Finalmente si procede, l’autopostale ci aspetta e ci conduce verso Stein (Canton Appenzello Esterno, n. 5), viaggiando quasi vuoto nel crepuscolo mattutino. Una luce ammaliante ci annuncia una splendida giornata. Diamo un’occhiata all’orologio: sono le 6.
Vuoto di memoria a Stein AR
Senza volerlo, questo per noi è il capolinea. Ce ne stiamo là senza sapere cosa fare. Cosa è successo?
Diventiamo consapevoli dell’importanza di una precisa lettura dell’orario delle FFS. RY non è l’estensione di un cromosoma maschile ma, quando viene segnato sull’orario, la semplice indicazione che per proseguire il viaggio è necessario prenotare il PubliCar, qualcosa di paragonabile a un taxi pubblico. A causa di una lettura errata, a soli otto chilometri e 10 minuti di autobus da Appenzello, la stazione successiva per proseguire il viaggio, quest’ultimo sembra già concluso.
Marie-Françoise commenta così: „Leggero nervosismo, neanche un cane all’orizzonte che potesse condurci fino alla stazione successiva. Le campane sono risuonate alte, ma di esseri umani neanche l’ombra.“
Il paese è ancora immerso nel sonno, a parte l’impiegato postale che sta smistando la posta e che è tanto gentile da trovarci il numero di telefono di un taxi a Herisau. Quest’ultimo arriva subito. Non abbiamo idea di cosa stia pensando la conducente tra sé e sé mentre sta scarrozzando verso Appenzello (Canton Appenzello Interno, n. 6) tre romandi e una svizzera tedesca, di sabato mattina verso le 07:30. Ha comunque fatto l’affare del mese: il nostro „PubliCar“ ci costa infatti 80 franchi, che comunque paghiamo volentieri. Ci resta perfino del tempo per visitare la piazza del paese e rimanere incantati dal fantastico scenario. Sembra una miniatura uscita da una fiaba che si può continuamente rievocare nella mente. Nell’Appenzello Interno la democrazia diretta della Svizzera è tuttora vissuta nella piazza del paese. I suoi abitanti decidono del loro futuro votando per alzata di mano, senza alcuna scheda elettorale. Una reliquia davvero unica.
Il clou: da Gais verso Altstätten
Il viaggio da Appenzello ad Altstätten via Gais è il momento culminante del nostro viaggio. Non c’è tempo per chiudere gli occhi, sebbene sentiamo la mancanza di un’intera notte senza sonno. Lo scenario prealpino dell’Appenzello è troppo bello. Carlo commenta: „Mi sento come su una ferrovia in miniatura che sta attraversando un paesaggio idilliaco.“
In Altstätten, nel Canton San Gallo, per parecchia gente il sabato è iniziato, la stazione vive, uccelli migratori acquistano il loro spuntino per poi prendere il treno per Landquart (Canton Grigioni, n. 7). Una località che, chi viaggia in treno, conosce solo come stazione di trasbordo e il cui nome, detto amabilmente, non suona troppo bene alle orecchie dei romandi. Vi trascorriamo un’ora e nella nostra ricerca di una caffetteria carina approdiamo al caffè della Migros. Analogamente alle FFS, anche la Migros è un tipico pezzo di storia della Svizzera, essendo la numero uno nel commercio al dettaglio, ancor prima della Coop. Chi si trattiene in Svizzera per 24 ore è praticamente costretto a scegliere l’una o l’altra per acquistare del pane, del formaggio o magari una T-Shirt.
Ora sappiamo anche perché Landquart non sia diventata nulla di più che una stazione di trasbordo e alle 09:26 siamo contenti di riprendere il nostro viaggio. Con l’Intercity passiamo Sargans lungo il Walensee (Davide: „Un percorso tra i più belli di tutto il viaggio.“) e via Ziegelbrücke (Canton Glarona, n. 8) ci dirigiamo verso Pfäffikon (Canton Svitto, n. 9), dove commettiamo il secondo errore di questo viaggio, ovvero scendiamo dal treno. Sono state almeno quattro le persone che hanno trafficato con il nostro programma di viaggio … L’errore si è verificato perché non ci eravamo curati di effettuare un ultimo controllo. Per lo meno adesso sappiamo che pur distinguendosi per le basse aliquote d’imposta, come del resto molti Comuni del Canton Svitto, al di là di quello che si può trovare attorno alla stazione Pfäffikon certamente non brilla per attrattiva.
L’eccentrica chiesetta di Wassen
Stando al nostro programma originario, avremmo dovuto arrivare a Zurigo e lì prendere il treno che via Zugo e Arth-Goldau porta ad Airolo, in modo da poter spuntare il Canton Zugo senza problemi. Avremmo dovuto. Siamo seduti nel treno che da Pfäffikon porta ad Arth-Goldau. Paesaggio stupendo, nulla da ridire. Però dobbiamo riorganizzare il nostro itinerario, il che dirige il nostro sguardo più sui cellulari (interrogazione del piano di viaggio) che sul paesaggio che ci scorre davanti. Soluzione: andare ad Airolo come da programma e visitare il Canton Zugo successivamente. I romandi hanno modo di osservare il fenomeno della chiesa di Wassen (Canton Uri, n.10) che, apparentemente appesa lungo un ripido pendio, compare una volta a destra e, dopo una svolta nel tunnel, si ripresenta improvvisamente a sinistra. Uno spettacolo che i bambini svizzeri di 10-12 anni hanno spesso occasione di ammirare nelle loro gite scolastiche.
Pausa dopo il tunnel più lungo d’Europa
In Airolo (Canton Ticino, n.11, ore 13:02), dopo l’attraversamento del tunnel del San Gottardo, il più lungo d’Europa, Marie-Françoise ha una sorpresa: in un ristorante troviamo ad aspettarci una torta di compleanno e i miei genitori, con tanto di bottiglia di champagne offerta dal ristorante. Non mi si venga poi a dire che gli Svizzeri non hanno il senso dell’ospitalità. Il giro è tipicamente svizzero, con chiacchierate nelle tre principali lingue nazionali: si ordina in italiano e si parla in francese e tedesco.
Verso i Cantoni svizzeri primitivi
Dopo la pizza e l’insalata ci rimettiamo in viaggio tutti e sei verso i Cantoni primitivi. Stavolta ci lasciamo dietro la chiesetta di Wassen, nuovamente appesa alla montagna; assaliamo il conducente (Schaffner) che stenta a capire che non intendiamo seguire la strada più diretta per Lucerna ma vogliamo assolutamente passare da Zugo (Canton Zugo, n. 12). Ovviamente la cosa può funzionare solo se le FFS sono puntuali. A Zugo dobbiamo cambiare treno, che arriva da Zurigo due minuti dopo. Le FFS mantengono quello che il loro orario promette! Ce la facciamo: uno spot pubblicitario non avrebbe potuto fare di meglio. Costo della deviazione intenzionale: un’ora in più.
Da qui in avanti solo un guasto alla linea può fermarci. A Lucerna (Canton Lucerna, n. 13) ci trasferiamo sul treno che attraverso Hergiswil (Canton Obvaldo, n. 14) ci porta ad Alpnachstad (Canton Nidvaldo, n. 15). Ritorno a Lucerna, una rapida occhiata al KKL, quindi si prosegue per Zofingen (Canton Argovia, n. 16), Olten (Canton Soletta, n. 17), Liesthal (Canton Basilea Campagna, n. 18), Basilea (Canton Basilea Città, n.19). Carlo ha eletto questo tragitto al più brutto in assoluto: „È monotono e desolato.“ Intanto sono quasi le 6 di sera.
Dolci montagne e forme ci accompagnano tra Basilea e Delémont (Canton Giura, n.20). E qui per la prima volta un controllore, verso le 7 e mezza di sera, intuisce in quale straordinaria missione ci siamo impegolati. In effetti, è alquanto improbabile che il nostro aspetto sia quello di gente che vuole recarsi a Bienne (Canton Berna, n. 21) per scoprire la vita notturna locale.
Sono ormai più di 25 ore che siamo svegli, tanto che qualsiasi „raver“ apparirebbe fresco come una rosa al nostro confronto. Da Bienne si prosegue via Lyss verso Kerzers (Canton Friburgo, n. 22). A Lyss mi aspettavo un autopostale, mentre invece c’è un treno. Non immaginavo assolutamente che qui ci fosse anche una linea ferroviaria. E che linea!
Viaggiamo attraverso il Seeland, davanti a una sfilata di campi. In cielo si sta preparando un temporale, al calar della sera. Anche per questo, ma non solo, Kerzers ha indiscutibilmente meritato di essere premiata come la più bella stazione ferroviaria. Davide: „Un faro nella tempesta. La stazione ha assunto un’altra dimensione.“
Poi il giorno cede lentamente il passo alla notte. Durante il viaggio via Neuchâtel (Canton Neuchâtel, n.23) e, a causa di lavori edili, via Losanna (Canton Vaud, n. 24) verso Ginevra (Canton Ginevra, n. 25), è buio dietro il finestrino del treno. Non possiamo vedere la regione vinicola di Laveaux, appena designata patrimonio culturale mondiale, né visitare il palazzo dell’ONU o il CICR a Ginevra. Proseguiamo nel nostro viaggio.
A destinazione
Per i tre romandi, il tratto ferroviario tra Ginevra e Losanna in direzione St. Maurice (Canton Vallese, n. 26) è ordinaria amministrazione. A Ginevra, poco dopo le 23, il treno torna a riempirsi di uccelli notturni, questa volta francesi schiamazzanti, quando 24 ore prima si trattava di zurighesi. Alle ore 01:06 esatte arriviamo a St. Maurice. Ce l’abbiamo fatta!
Davide si sente come un vincitore, bacia il suolo e ringrazia le FFS per non aver fatto tardare nemmeno un treno. Per Marie-Françoise una normale stazione assume una nuova accezione infarcita di ricordi. Sono ricordi irreali, afferma Carlo, „come se avessimo fatto un viaggio nel tempo“. O come se avessimo vissuto per 24 ore in un altro film.
Il distacco
Salvatore Di Spirito viene a prenderci alla stazione di St. Maurice, dopodiché si ripresenta il temporale. La strada comincia ad assomigliare ad un fiume: sembra quasi che San Pietro abbia aspettato fin quando il nostro viaggio non si fosse concluso.
Attori principali
- FFS
- Carlo Capozzi, 35, promotore e direttore di reparto, Monthey
- Davide Di Spirito, 35, insegnante di musica e musicista, Losanna
- Marie-Françoise Di Spirito, 55, insegnante liceale, Sagne
- Gabriela Weiss, 31, redattrice, Zurigo
Input per il testo
Carlo, Davide, Marie-Françoise
Testo: Gabriela Weiss
Programma di viaggio prestabilito Itinerario effettivo
| Sciaffusa: partenza alle ore 02:55 San Gallo (via Winterthur): arrivo alle 04:24 Cantoni percorsi: SH, ZH, TG, SG. | |
| San Gallo: partenza alle 05:43 Appenzello (via Stein): arrivo alle 06:20 Cantoni percorsi: AI, AR. | |
| Appenzello: partenza alle 06:50 Landquart (via Gais, Altstätten città e Altstätten stazione): arrivo alle 08:26 Cantone percorso: GR. | |
| Landquart: partenza alle 09:26 Airolo (via Zurigo, Arth Goldau): arrivo alle 13:02 Cantoni percorsi: GL, SZ, ZG UR, TI. | (via Pfäffikon, Arth Goldau): arrivo alle 13:02 (GL, SZ, UR TI) |
| Airolo: partenza alle 13:54 Alpnachstad (via Flüelen, Beckenried, Stans, Hergiswil): arrivo alle 15:57 Cantoni percorsi: LU, NW, OW. | via Zugo: arrivo alle 15:27, partenza alle 15:29, Lucerna: arrivo alle 16:27 |
| Alpnachstad: partenza alle 16:00 Basilea (via Lucerna, Olten): arrivo alle 17:51 Cantoni percorsi: AG, SO, BL, BS. | Partenza alle 16:30 Basilea: arrivo alle 18:32 |
| Basilea: partenza alle 18:04 Kerzers: arrivo alle 19:53 Cantoni percorsi: JU, BE, FR. | Basilea: partenza alle 19:03 Kerzers: arrivo alle 20:53 |
| Kerzers: partenza alle 20:00 Ginevra: arrivo alle 21:46 (via Neuchâtel) Cantoni percorsi: NE, VD, GE. | Partenza alle 21:00 Ginevra: arrivo alle 23:04 |
| Ginevra: partenza alle 22:36 St. Maurice: arrivo alle 00:02 Cantone percorso: VS. | 23:21 01:06 |
| Totale: 21 ore e 7 minuti | Totale: 22 ore e 11 minuti |
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