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In che modo i raggi solari influenzano il clima?

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Gli scienziati dell'Organizzazione europea per la ricerca nucleare (CERN) a Ginevra stanno studiando gli effetti delle radiazioni cosmiche sull'ambiente. Nell'ambito del progetto Cloud (Cosmics Leaving Outdoor Droplets) i ricercatori intendono scoprire in che modo da un raggio cosmico possa formarsi una gocciolina di nube. I risultati definitivi sono attesi per il 2010.
Il CERN, il laboratorio di ricerca di rinomanza mondiale, è situato per la maggior parte a Ginevra ed è stato istituito nel 1954 da 12 Stati, tra cui la Svizzera. Nel 1989, nell'ambito di un progetto chiamato Enquire, l'esperto di computer britannico Sir Tim Berners-Lee ha sviluppato al CERN il World Wide Web.

Al CERN hanno accesso circa 6500 ricercatori - più o meno la metà dei fisici delle particelle di tutto il mondo - provenienti da oltre 500 istituti di ricerca e università. Attualmente al CERN si sta costruendo il Large Hadron Collider (LHC), che dovrebbe entrare in funzione nel 2008. Con un costo di circa 3 miliardi di franchi (1,9 miliardi di euro), sarà il più potente acceleratore di particelle al mondo. Si spera che potrà contribuire a una conoscenza più approfondita dell'universo.

Anche i cambiamenti climatici sono oggetto di ricerca. Un esperimento condotto attualmente dovrebbe fungere da apripista: si sta infatti cercando di scoprire in che modo il sole e i raggi cosmici influenzano lo sviluppo delle nuvole a bassa quota e pertanto eventualmente anche i cambiamenti climatici. Il progetto Cloud (Cosmics Leaving Outdoor Droplets) dovrebbe contribuire alla comprensione di questi processi. «Vogliamo riprodurre quello che avviene nell'atmosfera», ha spiegato nel novembre 2006 a swissinfo Jasper Kirby, capo del team Cloud al CERN. «Vogliamo capire come da un raggio cosmico si possa passare a una gocciolina di nube, e in quali parti dell'atmosfera ciò avviene.» Al progetto Cloud lavora una squadra interdisciplinare di 18 istituti di ricerca e università di 9 Paesi europei e degli Stati Uniti. Ne fanno parte l'Istituto Paul Scherrer, il California Institute of Technology e diversi istituti Max Planck tedeschi. L'esperimento riunisce fisici dell'atmosfera, fisici solari e fisici delle radiazioni e delle particelle. È la prima volta che si utilizza un acceleratore di particelle nella ricerca atmosferica e climatica. Nel corso degli anni il lavoro al CERN è valso tre premi Nobel ai fisici di Ginevra. Importanti successi sono anche stati conseguiti nei comparti tecnologia e ingegneria. (traduzione ST, 14 novembre 2006)